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Bicchieri birra in plastica: una scelta non vale l’altra.

La scelta consapevole e professionale del bicchiere da birra.
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Un bel bicchiere di birra: ahh!

La scelta di un bicchiere birra è una cosa seria.

Quando le circostanze non consentono di usare il classico boccale birra in vetro, in una festa di amici, o una grande festa della birra abbandonarsi a pressapochismi può costare caro in rapidità e in soddisfazione del cliente – il vero metro del professionista.

Troppe volte ho visto birra offerta in un bicchiere di plastica inadatto e, incredibile a dirsi, spesso si è trattato di bicchieri plastica personalizzati proprio dai produttori, o dai fornitori birra. Erano bicchieri in polipropilene. Si possono riconoscere dal fatto che non si rompono se schiacciati  e dalla leggera opacità che riprende la trasparenza quando riempiti con un liquido. È vero, costano meno dell’alternativa dei bicchieri kristal e dei bicchieri in PET, ma ne vale davvero la pena?

Sgombriamo il campo dagli alibi: una birra media ad una sagra gastronomica, o ad una festa della birra consente margini adeguati a  fornitori ed organizzatori. Margini giustificati dall’organizzazione, dal costo del personale e, spesso, dalle finalità sociali degli eventi. Ma l’alternativa c’è e la differenza di prezzo è veramente minima.

Si, ma fosse anche un millesimo, perché spendere di più per evitare il PPL? Semplice perché si tratta di un servizio migliore e di risparmio, nei fatti. Infatti il bicchieri in PPL ha il difetto di favorire la formazione della schiuma in eccesso.

Sappiamo che una birra senza schiuma (se si fa eccezione per le birre ad alta fermentazione poco consumate dalle “nostre parti”) non è una buona birra ed indica una cattiva conservazione, o una cattiva cura del bicchiere (residui di detergenti, o di grasso). Sappiamo che la schiuma contribuisce a mantenere la fragranza, il gusto, il profumo e la temperatura alla birra. Ma a tutto c’è un limite! Due dita orizzontali sono quanto serve e basta.

Lo spillatore spesso non è un professionista, ma anche nel caso in cui lo fosse, utilizzare un bicchiere che schiuma in modo eccessivo determina una perdita di tempo bicchiere dopo bicchiere. E una diminuzione di soddisfazione da parte del cliente che è costretto ad una maggiore attesa per un prodotto che, con troppa schiuma, offre una minore soddisfazione alla degustazione (e l’impressione che il venditore “ci marci”).

Ma quali alternative ci sono?

La tecnologia offre materiali efficaci a prezzo quasi identico (un paio di euro ogni mille bicchieri non dovrebbero spaventare un serio professionista, specie a fronte dei vantaggi descritti).

Si tratta del bicchiere kristal e del bicchiere in PET.

Entrambi sono più resistenti alla pressione. Laddove il bicchiere in PPL ha una consistenza morbida e spesso molliccia, le alternative conservano maggiore rigidità. Entrambi sono lucidi e non opachi come il PET. Anche se vuoti.

Allora? L’alibi fino a qualche tempo fa era che il kristal si rompeva se schiacciato in modo eccessivo. A parte il fatto che non si comprende per quale ragione si debba schiacciare un bicchiere plastica … è arrivato il Pet a mettere d’accordo tutti. Il pet è lucido, resistente, non si rompe se schiacciato e non schiuma.

Quindi basta dubbi … Se dovete offrire una buona birra lasciate da parte il PPL e usate bicchieri da birra in PET. O, se sapete controllare i muscoli della mano, in kristal. Vi serve una quotazione? Non esitate a contattarci.

Buona birra a tutti!

 

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